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Precisazioni del Sindaco in merito alla Deliberazione di Consiglio Comunale n. 6 del 18/03/2026 ad oggetto: Adozione variante al PII relativo al recupero della ex cava di Brembate Sopra

Precisazioni DCC n. 6/2026 per adozione variante al PII Cava di Brembate Sopra

Categorie:
Ambiente
Edilizia

Data :

26 marzo 2026

Precisazioni del Sindaco in merito alla Deliberazione di Consiglio Comunale n. 6 del 18/03/2026 ad oggetto: Adozione variante al PII relativo al recupero della ex cava di Brembate Sopra
Municipium

Descrizione

Nei giorni scorsi il Comitato dei Cittadini Attivi di Brembate di Sopra, presieduto dal geologo Antonio Galizzi, ha organizzato una riunione presso la sala civica comunale della Torre del Sole avente ad oggetto i seguenti temi:

  • ex cava Zanardi – via XXIV Maggio
  • ex colonia elioterapica.

Nel corso dell’incontro, con particolare riferimento all’ambito dell’ex cava che recentemente è stato oggetto di Adozione da parte del Consiglio Comunale di variante al PII vigente, sono state fornite informazioni parziali e distorte, anche mediante l’utilizzo di immagini non rappresentative della realtà, con l’evidente intento di alimentare una polemica nei confronti dell’Amministrazione comunale. A seguito della riunione, sono infatti comparsi sui social network diversi contenuti recanti affermazioni non corrispondenti alla realtà dei fatti che hanno caratterizzato l’azione amministrativa dell’ultimo anno.

A titolo esemplificativo, un cittadino ha pubblicato il seguente messaggio:

“Nella foto in allegato, al centro si possono vedere i capannoni che sorgeranno nella ex cava in zona Brembo. Tutto questo senza che l’amministrazione comunale abbia interpellato la cittadinanza!!! Pubblico questo per informare la popolazione che ancora è ignara dello scempio che vogliono fare. Grazie”.

Alla luce di quanto sopra, si rendono necessarie alcune doverose precisazioni.

L’ambito dell’ex cava costituisce tutt’oggi un comparto a destinazione industriale, finalizzato alla produzione e lavorazione di materiale inerte, in attuazione di una convenzione urbanistica stipulata nel 2010 con il Comune di Brembate di Sopra, all’epoca amministrato dal Sindaco Diego Locatelli. Tale convenzione prevedeva già la possibilità di realizzare circa 7.000 mq di capannoni industriali e di utilizzare superfici per complessivi 30.000 mq per attività di lavorazione (frantoi, vagli, ecc.) e deposito del materiale.

La Valutazione Ambientale Strategica (VAS) allegata al progetto del 2010 stimava, per tali attività, un traffico medio giornaliero pari a circa 80–100 automezzi.

A seguito del fallimento della ditta Zanardi, dal 2019 il sito non è più operativo; ciò tuttavia, non ha comportato alcuna modifica della destinazione urbanistica dell’area, né della validità della convenzione, tuttora vigente. Prova ne è il fatto che il Tribunale ha proceduto alla vendita all’asta dell’intero compendio con destinazione produttiva.

Nel 2024 l’area è stata aggiudicata alla società Roncelli Costruzioni di Brembate di Sopra, già presente sul territorio comunale con un impianto in via G. Marconi per il trattamento di rifiuti da attività edilizie, con l’obiettivo di incrementare la propria capacità produttiva.

Nonostante le previsioni convenzionali consentissero la riattivazione dell’attività produttiva, l’Amministrazione comunale si è fin da subito espressa in senso contrario, al fine di tutelare i residenti, evitando il ripristino di un’attività caratterizzata da rilevanti impatti in termini di traffico pesante e rumorosità, e ha pertanto invitato la proprietà a valutare soluzioni alternative.

In tale contesto, il Consiglio Comunale, con deliberazione n. 4 del 24/03/2025, ha approvato un Masterplan presentato dalla società, volto al recupero paesaggistico dell’area mediante riporto di materiale in un arco temporale di circa 10 anni e alla successiva realizzazione di edifici produttivi, subordinata a nuova procedura di Valutazione Ambientale Strategica.

La procedura di VAS garantisce il coinvolgimento sia dei soggetti competenti in materia ambientale sia della cittadinanza, quale “pubblico” interessato.

Contrariamente a quanto sostenuto, i cittadini sono stati coinvolti sin dall’inizio del procedimento: tutta la documentazione è stata resa disponibile sui siti istituzionali del Comune e di Regione Lombardia (SIVAS), ed è stata trasmessa alle associazioni del territorio per le relative osservazioni.

Sono inoltre state organizzate tre assemblee pubbliche di presentazione del progetto (22/07/2025, 14/10/2025 e 22/01/2026), di cui una in orario serale, al fine di favorire la massima partecipazione.

Il procedimento di VAS, fortemente voluto dall’Amministrazione, ha comportato significative modifiche e integrazioni al progetto originario, migliorandone la compatibilità ambientale e paesaggistica, come attestato anche dal parere favorevole espresso dalla Provincia – Settore Ambiente e Paesaggio.

Tra le principali prescrizioni emerse si evidenzia l’obbligo di realizzare un articolato progetto paesaggistico-ambientale volto a mitigare l’impatto visivo del futuro insediamento, con particolare attenzione agli edifici residenziali lungo via XXIV Maggio e all’area di glamping situata a nord, di proprietà comunale.

Appare pertanto evidente come le informazioni diffuse sui social risultino false, fuorvianti e strumentalmente orientate ad alimentare polemiche.

Si sottolinea, inoltre, che l’alternativa al progetto in esame sarebbe rappresentata dal mantenimento dell’originaria attività di lavorazione degli inerti, ben più impattante.

Si evidenzia altresì che i rendering diffusi nel corso della riunione e sui social risultano alterati e non corrispondenti allo stato reale della progettazione, con l’effetto di amplificare artificiosamente le dimensioni degli interventi.

Si precisa infine che il progetto degli edifici produttivi non è allo stato definitivo: l’attuale fase riguarda esclusivamente il riporto di materiale, mentre l’eventuale realizzazione dei capannoni sarà oggetto di una successiva e autonoma procedura di VAS. L’area è inoltre sottoposta a vincolo paesaggistico e sarà pertanto necessario acquisire anche il parere della Soprintendenza.

Risulta, infine, quantomeno singolare che taluni soggetti, che hanno partecipato attivamente alla procedura di VAS e ai Consigli Comunali, sollevino ora contestazioni esclusivamente in questa fase.

Si ricorda altresì che la diffamazione aggravata, ai sensi dell’art. 595 del codice penale, ricorre anche quando l’offesa è arrecata tramite strumenti informatici o social network; in tali casi, la condotta può comportare la pena della reclusione fino a tre anni.

La diffusione di dichiarazioni false e gravemente diffamatorie arreca un pregiudizio rilevante al decoro e alla reputazione dei dipendenti comunali e dell’intera Amministrazione.

Si rappresenta, pertanto, che l’Amministrazione si riserva di adire le vie legali a tutela della propria immagine e della reputazione dei propri dipendenti, nonché per l’accertamento di eventuali responsabilità.

Per l'Amministrazione 
Il Sindaco 
Tiziano Ravasio 

Municipium

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Ultimo aggiornamento: 26 marzo 2026, 17:54

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